La Rosa e la Spina - Stefania Bertola
Rosa Soave ha quasi quarant’anni, un figlio, un ex marito che l’ha lasciata il giorno di Natale e un quaderno Pigna con cui chiacchiera come se fosse un amico. E poi intorno a lei volteggiano cognate eco-bio con smanie romantiche, capi fin troppo affascinanti, preti impiccioni, editori sentimentali, professori sexy, amiche tuttofare, famiglie pericolose... In questo tourbillon, Rosa ha una sola certezza: con l’amore ha chiuso. Ma quando dalle nebbie del passato riemerge Doralice Spina – la sua miglior nemica del liceo, specializzata nel rovinare le vite degli altri – è davvero troppo. La Spina pungerà ancora o Rosa riuscirà a impedirglielo? Una deliziosa commedia metropolitana che ci consola, ci fa ridere e ci conferma che a volte non c’è altro da fare: bisogna prendere un bel respiro e ricominciare da capo. Oltre a scrivere sul suo quaderno nuovo e a detestare l’altrettanto nuova fidanzata dell’uomo che fino a ieri era suo marito, Rosa Soave ha molti altri impegni: tenere a bada le maestre troppo creative di suo figlio Valentino, frequentare un corso di danze irlandesi, difendersi dalla svagatissima cognata Clementina che abita sul suo stesso pianerottolo e le controlla la raccolta differenziata. E poi, soprattutto, provare a rimediare ai pasticci di Claudio, il fascinoso direttore del supplemento letterario per cui lavora. Fra amori improbabili, cene trappola e pettegolezzi d’ufficio, Rosa prova a tenere insieme i pezzi della sua esistenza e a inventarsi di punto in bianco una nuova normalità. Poi però, è ovvio, arrivano i problemi. Il primo è che Malefica – sì, l’ha ribattezzata così – non solo le ha soffiato il marito, ma adesso inizia persino a minacciarla perché firmi al più presto le carte per il divorzio. Il secondo è che torna in scena pure la sua nemica giurata del liceo, Doralice Spina, più seducente che mai e pronta a qualsiasi sotterfugio per ottenere ciò che vuole. È lei la vera antagonista di questa storia, visto che non c’è rosa senza spina: da una così conviene tenersi alla larga, chiedere a chi non l’ha fatto in passato e l’ha pagata carissima. Ma quando il bel direttore perde la testa proprio per Doralice, beh, Rosa non può certo restare a guardare. Con ritmo serrato, una comicità disincantata e quella leggerezza intelligente che da sempre rende unico il suo sguardo, Stefania Bertola firma un romanzo gustosissimo, brillante, ricco di colpi di scena. E ci trascina in un vortice di vita che celebra l’arte sottile di arrangiarsi con grazia.
Recensione:
Stefania Bertola torna in libreria con la sua ultima fatica “La Rosa e la Spina” e come sempre, con la sua penna ironica e divertente, intrattiene con i suoi personaggi semplici alle prese con i drammi della vita.
La protagonista è Rosa, per l’appunto, e sta divorziando da suo marito che dopo tre anni infedeltà la sera di Natale decide di lasciarla.
Poi c’è Clementina, la cognata di Rosa. Lavora in una farmacia e nel tempo libero porta avanti la sua causa per un mondo più “green” ed è innamorata persa del datore di lavoro di sua cognata, Claudio.
Poi c’è Claudio, titolare di Rosa. Uomo sui quarant’anni di bell’aspetto alla ricerca costante dell’anima gemella con cui invecchiare e fare figli.
Il dramma vero e proprio comincia quando compare in scena Doralice, acerrima nemica di Rosa e sua ex compagna di classe.
La sfida è aperta, qualunque essa sia, e non ci sarà nulla di leale in ciò che verrà fatto.
Stefania Bertola ha pubblicato diversi libri ed ognuno di essi ha la capacità di catapultarti in un mondo reale con l’ironia che la contraddistingue. Le sue sono storie semplici dai risvolti eccezionali. Credo che il punto di forza della sua penna sia proprio questo: la leggerezza. Ma la sua è una leggerezza sana, spontanea, è una leggerezza che intrattiene e piace.
Questo libro mi é piaciuto molto e mi ha fatto sorridere e divertire. L’ho letto in poco tempo, e scivolato via senza che me ne rendessi conto.
Lo consiglio soprattutto in questo periodo, perché potrebbe essere un bel regalo di Natale per chi cerca una lettura semplice ma non frivola.
Il finale mi ha lasciato un po’ perplessa ma voglio pensare che la volontà dell’autrice sia che il lettore ci metta del suo per capire cosa potrebbe accadere in futuro.
Basta. Mi fermo qui.
Valutazione:
★★★★/5



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